Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate: calendario vaccinale per adulti e bambini

I vaccini sono farmaci, somministrabili per via parenterale o per via orale, che stimolano una risposta anticorpale e consentono l’immunizzazione contro uno o più agenti patogeni.

Di solito, contengono una forma attenuata dell’agente infettivo per il quale si vuole ottenere un’immunizzazione oppure una proteina o una tossina modificata (e innocua) derivante da tale agente. 

Alcuni vaccini garantiscono una protezione altamente efficace e duratura nel tempo; è il caso, per esempio, del vaccino contro il tetano, che dura fino a 10 anni.

Altri vaccini, invece, producono un’immunizzazione temporanea e meno efficace, ma comunque protettiva rispetto alle complicanze più gravi; l’esempio, in questo caso, è il vaccino antinfluenzale, che preserva dalla forme gravi della malattia, ma non sempre impedisce l’infezione.

Approfondiamo insieme, e analizziamo con maggiori dettagli cosa si intende per vaccinazione obbligatoria e raccomandata, cosa prevede il calendario vaccinale in Italia, quali sono i vaccini obbligatori e quelli raccomandati nel nostro Paese, e perché è importante vaccinarsi. 

Cosa si intende per vaccinazione obbligatoria e raccomandata?

Le vaccinazioni obbligatorie sono quei vaccini gratuiti che la legge impone di conseguire per determinate fasce di età e che prevedono sanzioni economiche e restrizioni all’accesso ai servizi educativi in caso di mancato rispetto.

Le vaccinazioni raccomandate, invece, sono quei vaccini fortemente suggeriti per la protezione individuale e collettiva, perlopiù gratuiti, per i quali non sussiste un obbligo di legge.

Cosa significa calendario vaccinale?

Quando si parla di calendario vaccinale si intende la successione cronologica e le tempistiche con cui vanno fatte le vaccinazioni, per proteggere l’individuo e la popolazione dalle malattie infettive. 

Predisposto dal Ministero della Salute, esso riporta sia i vaccini obbligatori, che quelli raccomandati, con l’obiettivo di garantire la protezione più efficace possibile per le varie fasce di età più a rischio per una o più determinate infezioni.

calendario vaccinale

Il calendario vaccinale rappresenta una vera e propria guida, utile non solo al privato cittadino, ma anche al professionista del settore sanitario.

È chiaramente uno strumento flessibile e aggiornato in funzione della disponibilità di nuovi vaccini e dell’evoluzione della situazione epidemiologica.

Quali sono i vaccini obbligatori?

In Italia, dal 2017, i vaccini obbligatori sono 10 e riguardano la popolazione di età compresa tra 0 e 16 anni, in altre parole bambini e adolescenti.

Nello specifico, queste 10 vaccinazioni sono per malattie quali:

  1. difterite: dovuta al batterio Corynebacterium diphtheriae, è un’infezione delle prime vie respiratorie, che, se non trattata, può provocare insufficienza respiratoria, danni cardiaci e danni al sistema nervoso;
  2. tetano: causata dal batterio Clostridium tetani, questa malattia infettiva colpisce il sistema nervoso centrale ed è responsabile di contrazioni muscolari incontrollate e dolorose (spasmi muscolari), che nelle fasi avanzate compromettono la respirazione;
  3. pertosse: è un’infezione estremamente contagiosa, dovuta al batterio Bordetella pertussis, che aggredisce le vie respiratorie e i polmoni, e può arrivare a provocare insufficienza respiratoria, in particolar modo nei più piccoli;
  4. poliomielite: è una malattia infettiva altamente contagiosa, che si diffonde soprattutto per via oro-fecale, che colpisce i nervi del sistema nervoso centrale e può causare una paralisi muscolare (poliomielite paralitica acuta) capace di condurre alla morte;
  5. epatite B: è un’infezione virale di tipo acuto, che provoca l’infiammazione del fegato. Da essa bisogna proteggersi con la vaccinazione perché può cronicizzare, favorendo condizioni come cirrosi epatica e tumore del fegato;
  6. Haemophilus influenzae di tipo B: si tratta di un batterio che, nei più piccoli, può provocare forme pericolose di meningite, polmonite o broncopolmonite;
  7. morbillo: dovuto a un virus, è una malattia esantematica, che si manifesta con sintomi simil-influenzali e può provocare complicanze quali encefalite, meningite, polmonite e danno epatico;
  8. rosolia: è un’infezione virale, responsabile di un tipico esantema, che negli adulti e nei soggetti immunocompromessi, può provocare encefalite. Costituisce, inoltre, un pericolo anche per le donne in gravidanza (sindrome da rosolia congenita), in quanto può avere importanti ripercussioni a carico del feto (es: aborto spontaneo, malformazioni congenite); 
  9. parotite: dovuta a un virus, questa infezione colpisce le ghiandole salivari, in particolare le parotidi. Seppur raramente, può causare spiacevoli complicanze, quali perdita permanente dell’udito, encefalite e, negli adolescenti e adulti maschi, orchite, una condizione che può portare anche alla sterilità;
  10. varicella: si tratta della malattia infettiva provocata dal virus varicella zoster, il quale è responsabile anche del cosiddetto fuoco di Sant’Antonio e dell’eventuale nevralgia post-erpetica. La varicella è temuta perché, specialmente in neonati, soggetti immunodepressi, adolescenti e adulti, può avere conseguenze quali polmonite, atassia cerebrale, encefalite, epatite, glomerulonefrite.

Queste infezioni possono risultare fatali. Grazie ai vaccini, però, è possibile proteggersi in modo molto efficace, evitando anche di sviluppare complicanze minori e correndo un rischio irrisorio rispetto a chi contrae la malattia vera e propria. 

Cosa prevede il calendario delle vaccinazioni obbligatorie?

Le vaccinazioni obbligatorie riguardano sostanzialmente tre fasce di età: 

  • i primi due anni di vita;
  • il periodo tra i 5 e i 6 anni;
  • l’intervallo tra i 12 e i 18 anni

Ecco, di seguito, come si svolgono nello specifico, per le persone sane, in base al calendario stabilito dal Ministero della Salute.

Dalla nascita fino ai primi 24 mesi, i vaccini obbligatori sono:

  • esavalente anti difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e infezioni da Haemophilus influenzae di tipo B: nella fascia di età considerata, sono previste 3 dosi: la prima al compimento di 2 mesi (dal 61° giorno di vita), la seconda a 4 mesi (dal 121° giorno di vita) e, infine, la terza a 10 mesi (dal 301° giorno di vita).
  • MPRV anti morbillo, parotite (orecchioni), rosolia e varicella: nella fascia di età in questione, è prevista una sola dose tra il 12° e il 15° mese di vita. È possibile anche “scomporre” il vaccino, somministrando il trivalente (morbillo, parotite e rosolia) separatamente dal monovalente anti varicella.

Nei bambini tra i 5 e i 6 anni, le vaccinazioni obbligatorie sono:

  • tetravalente anti difterite, tetano, poliomielite e pertosse: corrisponde a un richiamo.
  • MPRV: è un richiamo contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Anche in questo caso, è possibile somministrare l’anti varicella a parte.

Infine, nei ragazzi tra i 12 e i 18 anni, c’è un solo vaccino obbligatorio, che è il tetravalente anti difterite, tetano, poliomielite e pertosse: un richiamo della dose fatta a 5-6 anni.

I vaccini obbligatori sono offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale

In genere, sono i centri vaccinali delle ASL regionali a inviare la comunicazione a domicilio, con l’invito a chiamare alla famiglia a chiamare per prenotare la vaccinazione.

Quali sono i vaccini raccomandati?

Come spiegato, esiste un gruppo di vaccini, cosiddetti raccomandati, per i quali non è previsto l’obbligo di somministrazione ma che sono fortemente consigliati, soprattutto in alcune fasce di popolazione più a rischio. 

In Italia, rientrano nell’elenco dei vaccini raccomandati:

  • anti rotavirus: il rotavirus è il principale responsabile di gastroenterite nei neonati e nei bambini. Esso può essere fatale, a causa della diarrea acquosa che può provocare e della conseguente disidratazione che ne può derivare;
  • anti pneumococco: anche noto come Streptococcus pneumoniae, lo pneumococco è un batterio che può provocare sia infezioni di lieve entità clinica (come otiti medie), sia infezioni clinicamente rilevanti e pericolose (si parla in generale di malattia pneumococcica invasiva), quali polmonite, meningite e batteriemia;
  • anti meningococco B: è un batterio capace di provocare forme di meningite letali, anche se trattate con antibiotico;
  • anti meningococco ACWY: protegge contro quattro ceppi di meningococco: A, C, W135 e Y. Come il meningococco B, anche questi quattro ceppi possono causare forme di meningite potenzialmente letali;
  • anti Papilloma virus umano: anche noto con la sigla HPV, questo virus rappresenta il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina (o tumore del collo dell’utero), il quale costituisce l’1,3% di tutte le neoplasie che colpiscono le donne. Il vaccino dedicato protegge contro i ceppi di HPV più pericolosi e associati a rischio di tumore;
  • anti influenza: l’influenza è un’infezione stagionale che colpisce le vie respiratorie e che, soprattutto in bambini piccoli, anziani e persone con patologie croniche e/o sistema immunitario indebolito, può evolvere in forme di polmonite mortali;
  • anti Herpes Zoster: anche nota come fuoco di Sant’Antonio, herpes zoster è una malattia infettiva dovuta allo stesso virus della varicella, che causa una fastidiosa eruzione cutanea e può provocare nevralgia post-erpetica, un dolore di tipo neuropatico persistente, localizzato nell’area interessata dall’eruzione;
  • anti RSV (Virus Respiratorio Sinciziale): questo virus colpisce anche le vie respiratorie inferiori ed è responsabile di pericolose infezioni, quali polmonite e bronchiolite.
    I soggetti più a rischio sono i bambini molto piccoli (pochi mesi di vita), gli anziani e i soggetti con patologie croniche preesistenti.

Per le fasce di popolazione considerate a rischio, i vaccini raccomandati sono offerti gratuitamente. Per saperne di più in merito a come conseguire la vaccinazione, è consigliabile rivolgersi al pediatra di libera scelta o al medico di base.

Cosa prevede il calendario delle vaccinazioni raccomandate?

Le vaccinazioni raccomandate interessano quattro fasce di età: 

  • i primi due anni di vita;
  • il periodo tra i 5 e i 6 anni
  • l’adolescenza;
  • l’età adulta.

Vediamo, quindi, come si sviluppa, per le persone sane, il calendario delle vaccinazioni raccomandate secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

Dalla nascita fino ai 24 mesi di vita, i vaccini raccomandati sono:

  • anti rotavirus: a secondo del tipo di vaccino impiegato, prevede dalle 2 alle 3 dosi, da somministrare tra le 24 e le 32 settimane di vita;
  • anti meningococco B: prevede 2 dosi nel corso del primo anno di vita e un richiamo nel corso del secondo anno di vita;
  • anti meningococco ACWY: prevede una dose nel corso del secondo anno di vita;
  • anti pneumococco: prevede 3 dosi da somministrare entro l’anno di vita;
  • anti influenza: va eseguito una volta all’anno, tra ottobre e novembre, al fine di rinnovare la copertura anticorpale in vista della stagione influenzale;
  • anti RSV: a gennaio 2023, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato un anticorpo monoclonale somministrabile durante la stagione epidemica (in cui circola tipicamente il virus) ai bambini molto piccoli e a quelli sotto i 24 mesi immunodepressi.

Nei bambini di 5-6 anni l’unico vaccino raccomandato è quello contro l’influenza che, come al solito, va conseguito annualmente, con somministrazione tra ottobre e novembre, in anticipo sulla comparsa dell’influenza.

Negli adolescenti, i vaccini raccomandati sono:

  • anti HPV: è possibile conseguirlo a partire dall’11° anno di vita. Le dosi previste sono 2 o 3, a seconda che il vaccino avvenga prima dei 15 anni o dopo;
  • anti meningococco ACWY: si tratta di un richiamo. Andrebbe eseguito a partire dai 12 anni.

Infine, negli adulti di età superiore ai 18 anni, i vaccini raccomandati sono:

  • trivalente anti difterite, tetano e pertosse: questa vaccinazione andrebbe rinnovata ogni 10 anni. In concomitanza della scadenza, è sufficiente chiamare il centro vaccinale o informarsi presso il proprio medico di base e fissare la data del richiamo;
  • anti pneumococco: è offerto gratuitamente a partire dai 65 anni, età in cui il rischio di complicanze aumenta sensibilmente;
  • anti herpes zoster: anch’esso è offerto gratuitamente a partire dai 65 anni;
  • anti influenza: è offerto gratuitamente a partire dai 60 anni;
  • anti RSV: è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza (per proteggere il nascituro attraverso il passaggio di anticorpi per via transplacentare e per mezzo del latte materno), i soggetti di età superiore ai 60 anni e gli individui di età compresa tra i 50 e i 59 anni ad alto rischio di complicanze da RSV.

È importante sottolineare che l’offerta gratuita dei vaccini raccomandati vale per le categorie considerate a rischio. Questo spiega perché, negli adulti sani, vaccini come l’anti pneumococco e anti herpes zoster, e la vaccinazione contro l’influenza siano gratuiti solo a partire da una certa fascia di età

Ovviamente, le cose cambiano quando si parla di adulti con patologie croniche: in tali frangenti, l’offerta gratuita è estesa anche alle età precedenti.

Perché è importante vaccinarsi?

Le malattie infettive per cui esistono i vaccini obbligatori e raccomandati possono provocare, soprattutto in soggetti giovani (in cui il sistema immunitario non è ancora maturo) e in quelli con difese immunitarie deboli (es: anziani e malati cronici), complicanze gravi, talvolta mortali.

L’esempio più classico in questi casi è il morbillo, che, tra le varie complicazioni, può provocare anche forme di polmonite, meningite e persino encefalite dall’esito fatale o con danni irreparabili al cervello.

Grazie alla vaccinazione, il rischio di sviluppare queste complicanze e,spesso,di contrarre l’infezione che le potrebbe causare si riduce enormemente, in quanto il farmaco somministrato stimola l’organismo a creare una barriera contro i patogeni responsabili.

È vero: alcuni vaccini possono avere effetti collaterali. Tuttavia, la probabilità che ciò accada è nettamente inferiore alla probabilità che una malattia infettiva di quelle sopra citate sfoci in complicanze.

In questi casi, infatti, si parla di benefici che superano i rischi

Ma non è tutto.

I vaccini tutelano non solo la salute individuale, ma anche quella della collettività, risultando avere un ruolo cruciale nella protezione della salute pubblica generale

La vaccinazione di massa (ovvero l’estensione della vaccinazione a tutte le fasce della popolazione a rischio), infatti, consente la cosiddetta immunità di gregge (o immunità di gruppo), cioè quel fenomeno per cui, una volta raggiunto per una data malattia un livello di copertura vaccinale considerato sufficiente all’interno della popolazione, permette anche alle persone che non possono vaccinarsi di essere al sicuro.

Conclusioni

La vaccinazione è una forma di protezione individuale e collettiva, che ha permesso di ridurre in modo drastico la diffusione di infezioni dalle gravi complicanze e, talvolta, dall’esito persino mortale. È quindi una misura protegge anche chi per una storia clinica particolare non può conseguire la vaccinazione.

Oggi, il calendario vaccinale vigente in Italia prevede 10 vaccinazioni chiamate obbligatorie, rivolte alla prima e primissima infanzia e all’adolescenza, e una serie di vaccinazioni raccomandate, dedicate a fasce di popolazione a rischio per determinate malattie.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è la differenza tra un vaccino obbligatorio e uno raccomandato in Italia?

I vaccini obbligatori sono imposti dalla legge per determinate fasce di età e sono offerti gratuitamente. Il mancato rispetto dell’obbligo prevede sanzioni economiche e restrizioni all’accesso ai servizi educativi. I vaccini raccomandati, pur essendo fortemente suggeriti per la protezione individuale e collettiva e perlopiù gratuiti, non sono imposti da un obbligo di legge.

Quali vaccini sono attualmente obbligatori per l’accesso a scuola per i bambini e i ragazzi? 

In Italia, dal 2017, i vaccini obbligatori sono 10 e riguardano la popolazione di età compresa tra 0 e 16 anni. Questi coprono difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella. L’obbligatorietà per morbillo, rosolia, parotite e varicella è soggetta a revisione triennale in base ai dati epidemiologici.

Quali sono le sanzioni o le conseguenze per chi non rispetta l’obbligo vaccinale? 

Le vaccinazioni obbligatorie, in caso di mancato adempimento, prevedono l’applicazione di sanzioni economiche. Inoltre, sono stabilite restrizioni all’accesso ai servizi educativi per le fasce di età a cui l’obbligo si applica.

Qual è l’età ideale per la somministrazione delle prime vaccinazioni? 

L’età ottimale per la vaccinazione è stabilita per garantire una protezione rapida e la massima risposta immunitaria. Per i vaccini obbligatori principali (come l’esavalente), la prima dose è prevista al compimento del 2° mese di vita (dal 61° giorno). L’obiettivo è proteggere il bambino il più precocemente possibile.

Cosa si intende per “ciclo primario” e “richiami” nel calendario vaccinale infantile?

Il ciclo primario si riferisce alla serie iniziale di inoculazioni necessarie per completare l’immunizzazione (es. 2 o 3 dosi). I richiami (o dosi booster) sono somministrazioni successive effettuate a distanza di tempo, come quelle previste a 5-6 anni e tra 12 e 18 anni per l’anti difterite, tetano, poliomielite e pertosse.

Quali sono i vaccini raccomandati, oltre a quelli obbligatori, e perché sono importanti? 

Tra i vaccini raccomandati rientrano l’anti rotavirus, anti pneumococco, anti meningococco B e ACWY, anti HPV, anti influenza, anti Herpes Zoster e anti RSV. Sono fortemente consigliati perché proteggono da malattie che possono portare a complicanze gravi e potenzialmente mortali, specialmente nei soggetti a rischio.

È possibile ritardare o frazionare le vaccinazioni rispetto al calendario standard? 

Sì, un ritardo, anche prolungato, nella serie di inoculazioni della vaccinazione primaria o nell’esecuzione di un richiamo, non comporta la necessità di ricominciare da capo la schedula vaccinale. Intervalli superiori a quelli stabiliti dal calendario non sembrano modificare la risposta anticorpale.

Quali vaccini sono raccomandati per gli adulti, anche se non obbligatori? 

Negli adulti di età superiore ai 18 anni sono raccomandati: il richiamo trivalente (difterite, tetano e pertosse) ogni 10 anni. Inoltre, sono consigliati l’anti pneumococco, l’anti herpes zoster (entrambi offerti gratuitamente dai 65 anni) e l’anti influenza (gratuito dai 60 anni).

Ogni quanto tempo è necessario effettuare il richiamo per il vaccino antitetanico? 

Negli adulti di età superiore ai 18 anni, la vaccinazione trivalente anti difterite, tetano e pertosse andrebbe rinnovata ogni 10 anni. Il vaccino contro il tetano è uno di quelli che garantiscono una protezione altamente efficace e duratura nel tempo, fino a un decennio.

Quali vaccinazioni sono consigliate in gravidanza o per chi è in programma di concepire? 

L’anti RSV (Virus Respiratorio Sinciziale) è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza. Questa vaccinazione protegge il nascituro grazie al passaggio degli anticorpi per via transplacentare e tramite il latte materno. Inoltre, l’offerta attiva della vaccinazione anti-varicella è suggerita per le donne suscettibili in età fertile.

Ci sono vaccinazioni specifiche per i viaggi internazionali o per alcune categorie professionali? 

Sì, il calendario vaccinale prevede indicazioni specifiche per i viaggiatori internazionali. Esistono anche vaccinazioni indicate per i soggetti ad alto rischio e per gli operatori sanitari, tra cui HBV, MPR, Varicella, BCG e Pertosse.

I vaccini sono sicuri? Quali sono gli effetti collaterali più comuni? 

I vaccini sono un investimento sulla salute e i loro benefici superano i rischi. Alcuni vaccini possono avere effetti collaterali, ma la probabilità che ciò accada è nettamente inferiore alla probabilità che la malattia infettiva causi complicanze gravi o mortali.

Il calendario vaccinale è troppo “carico” per il sistema immunitario di un bambino piccolo? 

No, la somministrazione di più vaccini, anche se combinati (come l’esavalente), non aumenta il rischio di effetti collaterali. Al contrario, questa pratica sembra favorire una maggiore attivazione del sistema immunitario. La formulazione del calendario tiene conto della maturità del sistema immunitario.

Dove è possibile consultare il calendario vaccinale ufficiale e aggiornato? 

Il calendario vaccinale è stabilito dal Ministero della Salute all’interno del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV). L’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il portale EpiCentro, fornisce informazioni sul calendario vaccinale e sulle raccomandazioni aggiornate.

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