Tumore al polmone: fattori di rischio, sintomi, screening

Il tumore al polmone è la neoplasia dalla più alta mortalità nel mondo, e con un’incidenza, in Italia, seconda solo al tumore del seno.

Spesso asintomatico nelle sue fasi iniziali, il tumore polmonare riconosce nel fumo di sigaretta e nel fumo passivo i suoi principali fattori di rischio seguiti dagli inquinanti ambientali, dall’esposizione ad agenti chimici cancerogeni e dalla familiarità.

Le terapie esistono e, se il tumore viene diagnosticato in fase precoce, possono favorire la sopravvivenza del paziente. Tuttavia, considerate le difficoltà legate a individuare tempestivamente la malattia, bisogna affidarsi prima di tutto alla prevenzione, evitando di fumare o smettendo quanto prima.

Approfondiamo insieme, e analizziamo con maggiori dettagli cos’è il tumore al polmone, quali sono le sue cause e i suoi sintomi, come si diagnostica, quali sono le cure disponibili e come si previene.

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Cos’è il tumore al polmone?

Il tumore al polmone è una grave neoplasia, che deriva dalla proliferazione incontrollata di una cellula del tessuto polmonare, in particolare di una di quelle che rivestono bronchi, bronchioli o alveoli.

Fonti accreditate come OMS e AIRC riportano che il tumore polmonare è il tumore con la più alta mortalità (è responsabile del 18% di tutti i decessi per cancro). L’AIRC, inoltre, aggiunge anche che, nel nostro Paese, è la seconda forma neoplastica più diffusa, dopo il tumore al seno, con 43.500 casi nel 2025.

Il tumore al polmone è una malattia subdola, in quanto nelle sue prime fasi è spesso asintomatica e tende a dar manifestazione di sé solo quando è in una fase avanzata. In sostanza, è una condizione che ha la propensione a rimanere silente fino a quando non è sufficientemente grave e difficilmente curabile con successo.

Tutto ciò rende inevitabilmente importante non solo la classica prevenzione primaria (che mira a prevenire l’insorgenza della malattia), ma anche quella secondaria (ovvero la diagnosi precoce).

Quanti tipi di tumore al polmone esistono?

Esistono due tipologie principali di tumore al polmone: il tumore polmonare non a piccole cellule e il tumore polmonare a piccole cellule (o microcitoma).

  • il tumore polmonare non a piccole cellule è la variante più comune: caratterizza circa l’85% dei casi di cancro al polmone. Esso include neoplasie come l’adenocarcinoma polmonare, il carcinoma polmonare e il carcinoma a grandi cellule. Può colpire fumatore e non fumatori, e, in genere, ha una prognosi migliore rispetto all’altra tipologia;
  • il tumore polmonare a piccole cellule rappresenta il 10-15% di tutte le neoplasie polmonari e, generalmente, poiché ha una propensione a diffondersi rapidamente in altri organi, ha una prognosi peggiore.

Quali sono le cause del tumore al polmone?

I tumori, compreso quello al polmone, sono il risultato di una serie di mutazioni del DNA cellulare che alterano proteine/enzimi deputati alla regolazione della replica e crescita delle cellule. Questo spiega perché le masse tumorali vengono spesso descritte come formazione caratterizzate da una crescita cellulare incontrollata

All’origine delle mutazioni tumorali possono esserci fattori ambientali (es: esposizione ad agenti chimici), genetici e comportamentali.

Detto questo, l’insorgenza del tumore al polmone è primariamente collegata al fumo di sigaretta e al fumo passivo: questi possono considerarsi in assoluto i due fattori di rischio più importanti.

A confermarlo sono anche i numeri: l’85-90% delle neoplasie polmonari risulta attribuibile al fumo. Secondo gli esperti, nell’associazione tumore polmonare – fumo, sono rilevanti il numero di sigarette fumate al giorno e, ancor di più, da quanto tempo si fuma: in pratica, sono molto più a rischio coloro che hanno iniziato a fumare in età precoce rispetto a quelli che hanno iniziato in età adulta ma giornalmente fumano di più.

In base a quanto affermato dall’AIRC, le persone che fumano sarebbero 14 volte più a rischio di sviluppare il tumore polmonare rispetto a chi non fuma e perfino 20 volte più a rischio se fumano oltre 20 sigarette al giorno.

Il fumo, però, non è l’unico fattore: sono infatti associati all’insorgenza delle neoplasie polmonari l’esposizione a cancerogeni chimici (tra cui amianto/asbesto, radon e metalli pesanti), l’inquinamento atmosferico, la familiarità per la malattia, una storia clinica di precedenti malattie polmonari e i trattamenti di radioterapia effettuati per altri tumori (es: linfoma).

Quali sono i sintomi del tumore al polmone?

Come anticipato, ai suoi esordi, il tumore polmonare tende a essere asintomatico, caratteristica questa che porta a un ritardo diagnostico con conseguenze significative sull’efficacia delle terapie e sulla prognosi.

A ciò bisogna aggiungere che la sintomatologia non è particolarmente specifica della malattia (altre condizioni meno gravi si manifestano in modo simile), motivo per cui, quanto meno nei primi momenti della sua comparsa, è spesso sottovalutata (e il ritardo della diagnosi aumenta ulteriormente). 

Se si parla di primissimi sintomi, è possibile affermare che, in generale, la prima manifestazione della patologia è la tosse stizzosa persistente, seguita dalle difficoltà di respiro, dal dolore al petto, dalla raucedine e dalla perdita di peso senza motivo.

In generale, comunque, i sintomi tipici del tumore al polmone sono i seguenti:

  • tosse stizzosa persistente;
  • difficoltà di respiro (dispnea);
  • respiro sibilante;
  • espettorazione di sangue (in piccole quantità);
  • dolore al petto;
  • raucedine;
  • calo dell’appetito;
  • perdita di peso;
  • stanchezza persistente e malessere.

Quali sono le complicanze?

Se non curato precocemente, il tumore al polmone si può diffondere nel sangue e nel circolo linfatico e disseminare le proprie cellule neoplastiche (metastasi) in altri organi e tessuti distanti dalle sede d’origine.

In particolare, gli organi più colpiti sono il cervello e le ossa, ma non sono i soli.

Gli effetti del processo di diffusione di metastasi variano a seconda degli organi/tessuti raggiunti; in genere, le manifestazioni più comuni sono dolore cronico, stanchezza, perdita di peso, nausea, mal di testa.

Il tumore polmonare metastatico costituisce una fase della malattia molto grave e avanzata, per la quale i rimedi si limitano quasi sempre a cure palliative, che accompagnano nel modo meno doloroso possibile il paziente verso la fine.

Come riconoscere il tumore al polmone: la diagnosi

La diagnosi comincia tipicamente dall’esame obiettivo e dall’anamnesi; attraverso queste indagini il medico visita il paziente, lo interroga su eventuali sintomi anomali e si informa rispetto alle sue abitudini, in particolare se fuma.

Dopodiché, il percorso diagnostico prosegue con esami di imaging (raggi X al torace e TAC al torace) e test di laboratorio sul sangue e sull’espettorato.

Se le suddette ricerche, in particolare gli esami di imaging, evidenziano qualcosa di sospetto (es: noduli, masse anomale, versamenti), la diagnosi prevede una biopsia, un’esame chiave nel chiarire se c’è veramente un tumore e, se presente, l’eventuale stadio.

Se la biopsia conferma il tumore, il paziente deve sottoporsi ad altre indagini di imaging, tra cui la PET, la risonanza magnetica nucleare e/o la TAC ossea, che servono fondamentalmente a stabilire se la neoplasia si è diffusa in altri organi e tessuti.

Biopsia polmonare

La biopsia è l’esame necessario alla conferma diagnostica. Inoltre, permette al medico di conoscere anche lo stadio di avanzamento della neoplasia, un’informazione importante per la pianificazione della terapia più efficace.

Ma non è ancora tutto.

Le ricerche nel campo dell’oncologia molecolare, una branca medica sempre più importante nella lotta ai tumori, hanno identificato svariati geni coinvolti, quando mutati, nel processo tumorale, che possono essere bersaglio di terapie mirate (in cui un farmaco interviene specificatamente nel fermare l’attività anomalo di un gene alterato).

Questi geni non sono sempre gli stessi per ogni tumore polmonare, il che ha portato gli esperti a etichettarli come una sorta di marchio della malattia. In questo contesto, la biopsia è l’indagine che permette di identificare questi geni, aiutando così il medico nel programmare un’eventuale terapia mirata.

Come si cura il tumore al polmone?

Le terapie, fortunatamente, non mancano. Tuttavia, bisogna precisare che il piano terapeutico è personalizzato e dipende da:

  • tipo e stadio del tumore;
  • posizione della neoplasia;
  • stato di salute generale del paziente.

L’obiettivo del trattamento è eliminare la massa tumorale, tentando di compromettere il meno possibile il tessuto polmonare sano. 

Nei pazienti in cui il tumore è molto avanzato e la rimozione non è una strada percorribile, lo scopo delle cure è leggermente differente e consiste nel limitare al minimo le sofferenze del paziente (si parla anche di cure palliative).

Le attuali opzioni terapeutiche comprendono:

  • chirurgia;
  • ablazione con radiofrequenza;
  • radioterapia;
  • chemioterapia;
  • terapia mirata;
  • immunoterapia.

Come accade per qualsiasi altro tumore, il percorso di cura del tumore al polmone coinvolge un team di professionisti del settore sanitario, tra cui oncologi, chirurghi, infermieri, fisioterapisti, psicologi.

Chirurgia

La chirurgia è il trattamento d’elezione dei tumori polmonari ben localizzati, agli stadi precoci, in cui non c’è diffusione altrove di cellule neoplastiche. Se la neoplasia è piccola, l’intervento chirurgico può limitarsi alla rimozione di essa, con interessamento minimo del parenchima polmonare sano. 

Se, invece, è più grande o minaccia l’estensione, l’operazione potrebbe includere l’asportazione dell’intero polmone coinvolto.

In ogni caso, l’intento del medico è quello di massimizzare i benefici per il paziente, risparmiando il più possibile il tessuto polmonare sano.

Ablazione con radiofrequenza

Trova indicazione in presenza di piccoli tumori polmonari non a piccole cellule. Si tratta di una terapia che sfrutta le onde radio ad alta energia per distruggere le cellule tumorali.

Radioterapia

La radioterapia utilizza le radiazioni ionizzanti ad alta energia per distruggere il DNA delle cellule tumorali e, indirettamente, portare alla morte le cellule tumorali stesse. Può trovare impiego da sola (come trattamento unico) oppure prima o dopo la chirurgia, per rendere ancora più efficace quest’ultima. 

Nei tumori molto avanzati, la radioterapia può rappresenta una cura palliativa, volta a mitigare le sofferenze del paziente.

Chemioterapia

La chemioterapia si basa sull’impiego di farmaci specifici, capaci di frenare l’attività replicativa delle cellule tumorali, che sono notoriamente molto attive. Può trovare impiego prima o dopo la chirurgia (per potenziarne gli effetti) oppure in combinazione con l’immunoterapia

Anch’essa, come la radioterapia, può rappresenta una cura palliativa quando il tumore polmonare è ormai in fase molto avanzata.

Terapia mirata

La terapia mirata può costituire un’opzione terapeutica nei pazienti con un tumore polmonare non a piccole cellule. Essa può prevedere l’impiego di farmaci inibitori dell’angiogenesi che bloccano la capacità delle cellule tumorali di fortificare la rete di vasi sanguigni che le mantiene in vita, oppure sull’utilizzo di particolari farmaci che riconoscono le mutazioni del DNA delle cellule tumorali responsabili della loro crescita incontrollata e ne contrastano l’attività

Immunoterapia

Grazie al sistema immunitario, l’organismo umano è in grado di individuare le cellule danneggiate o con anomalie e di distruggerle.  I tumori, però, hanno una spiccata capacità di rendersi invisibile al nostro sistema di difesa. L’immunoterapia è una terapia farmacologica particolare, che potenzia il sistema immunitario e lo rende capace di riconoscere le cellule tumorali, così che le possa poi combattere.

Si può guarire dal tumore al polmone?

Purtroppo, il tumore al polmone è una malattia insidiosa, che anche quando è individuata per tempo e curata precocemente impone regolari controlli (il cosiddetto follow-up) per assicurarsi che non ci siano recidive.

Più che di guarigione, pertanto, bisognerebbe parlare di “remissione” o di “non evidenze di malattia”.

Detto questo, la tempestività della diagnosi e delle cure ha un ruolo chiave rispetto all’efficacia della terapia e alle aspettative di vita post-diagnosi. 

Secondo una fonte autorevole come cancerresearchuk, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è:

  • del 60% per i pazienti con tumore individuato allo stadio I (il meno grave);
  • del 40% per i pazienti con tumore rilevato allo stadio II (più grave del precedente, con possibile interessamento dei linfonodi limitrofi da parte delle cellule tumorali);
  • del 15% per i pazienti con tumore di stadio III (molto grave, con interessamento dei linfonodi e delle possibile organi limitrofi da parte delle cellule tumorali);
  • del 5% per i pazienti con tumore di stadio IV (il più grave, caratterizzato da metastasi).

Come si può notare, lo stadio della malattia influenza le aspettative di vita in modo altamente significativo.

Come prevenire il tumore al polmone?

Per prevenire il tumore al polmone, la cosa più importante da fare è evitare di fumare o smettere quanto prima.

Per quanto riguarda il fumo passivo, è sbagliato credere di non poter fare nulla: per esempio, esigere che vengano rispettati i divieti di fumo nei luoghi pubblici, negli ambienti di lavoro e dove ci sono bambini è lecito e doveroso, e aiuta a limitare l’esposizione.

Un altro importante intervento preventivo è quello di proteggersi dalle polveri sottili, dalle nanoparticelle e dagli agenti chimici, chiaramente in tutti quei luoghi (in genere, di lavoro) dove c’è un rischio espositivo. In questi contesti, esistono misure di sicurezza specifiche, che servono proprio a preservare la salute polmonare.

Esiste un test di screening per il tumore al polmone?

Attualmente, non esiste un programma di screening per il tumore al polmone paragonabile, per diffusione e protocolli nazionali, a quelli consolidati per il tumore al seno, della cervice uterina o del colon-retto

Tuttavia, la ricerca scientifica ha compiuto passi decisivi per definire un modello di prevenzione secondaria efficace e sostenibile, focalizzato sull’individuazione precoce della neoplasia in soggetti considerati ad alto rischio.

L’analisi delle popolazioni più esposte ha permesso di identificare il target ideale di questi controlli: si tratta dei grandi fumatori e dei grandi ex fumatori (che hanno smesso da meno di 15 anni), di entrambi i sessi e generalmente di età superiore ai 55 anni. Per questi individui, la diagnosi precoce rappresenta lo strumento principale per intervenire quando la malattia è ancora in una fase iniziale e le probabilità di successo terapeutico sono sensibilità più elevate.

Dal punto di vista diagnostico, il test di riferimento è la tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT), nota anche come TC spirale. Questo esame è in grado di individuare noduli polmonari di piccolissime dimensioni con una precisione molto superiore rispetto alla radiografia del torace tradizionale. Il vantaggio principale della LDCT risiede nella sua capacità di fornire immagini dettagliate senza esporre il paziente a dosi elevate di radiazioni ionizzanti, rendendola adatta a un monitoraggio periodico.

Parallelamente, la ricerca si sta concentrando anche sulla biopsia liquida, una tecnica che mira a individuare frammenti di DNA tumorale o biomarcatori specifici attraverso un semplice prelievo di sangue. 

Sebbene i risultati siano estremamente promettenti per il futuro, è opportuno precisare che tali test sono ancora oggetto di studio e non sostituiscono attualmente la TC a basso dosaggio come standard per la diagnosi precoce.

Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è il tumore al polmone? 

Il tumore al polmone è una neoplasia derivante dalla proliferazione incontrollata di cellule che rivestono bronchi, bronchioli o alveoli. Questa massa può ostruire il flusso dell’aria o causare emorragie polmonari. Rappresenta la forma di cancro con la più alta mortalità a livello mondiale.

Quali sono i principali fattori di rischio? 

Il fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, è il fattore di rischio principale, responsabile dell’85-90% dei casi. Altre cause rilevanti includono l’esposizione ad agenti cancerogeni come amianto e radon, l’inquinamento atmosferico e la familiarità per la malattia. Il rischio aumenta proporzionalmente alla durata dell’abitudine al fumo e al numero di sigarette.

Quali sono i sintomi più comuni? 

La malattia è spesso asintomatica nelle fasi iniziali e tende a manifestarsi chiaramente solo in stadio avanzato. I sintomi tipici includono tosse persistente, difficoltà respiratorie (dispnea), dolore al petto, presenza di sangue nel catarro e raucedine. Possono presentarsi anche perdita di peso ingiustificata, stanchezza e infezioni respiratorie ricorrenti.

Esistono diversi tipi di tumore al polmone? 

Sì, le due tipologie principali sono il tumore non a piccole cellule (NSCLC), che riguarda circa l’85% dei casi, e il tumore a piccole cellule (microcitoma). Il NSCLC comprende l’adenocarcinoma e il carcinoma squamocellulare, mentre il microcitoma è molto aggressivo e colpisce quasi esclusivamente i fumatori.

Come viene diagnosticata la malattia? 

Il medico parte dall’anamnesi e da esami di imaging come la radiografia e la TAC del torace. La conferma diagnostica richiede però una biopsia, ovvero il prelievo e l’analisi di un frammento di tessuto sospetto. Vengono spesso eseguiti anche test molecolari per individuare mutazioni genetiche specifiche utili a guidare la terapia.

Quali sono le cure disponibili? 

I trattamenti variano in base al tipo e allo stadio del tumore e includono chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Negli ultimi anni sono diventate fondamentali la terapia mirata, che agisce su specifiche alterazioni molecolari, e l’immunoterapia, che aiuta il sistema immunitario a combattere le cellule tumorali.

Come si può prevenire il tumore al polmone? 

La prevenzione più efficace consiste nel non fumare o smettere il prima possibile, riducendo drasticamente il rischio nel tempo. È inoltre importante proteggersi da sostanze tossiche e inquinanti ambientali, mantenere una dieta ricca di frutta e verdura e svolgere regolare attività fisica. Per i soggetti ad alto rischio è consigliato lo screening periodico tramite TAC a basso dosaggio.

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