In Italia, nel 2024, sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 175.600 riguardano le donne.
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente in assoluto: oltre 53.000 nuovi casi l’anno, con un’incidenza ancora in lieve crescita, soprattutto nelle fasce di età intermedia.
A questi si aggiungono i tumori ginecologici (cervice uterina, endometrio, ovaio) e il tumore del colon-retto, che nelle donne occupa stabilmente le prime posizioni per frequenza.
La buona notizia è che, grazie agli screening e ai progressi delle terapie, la sopravvivenza è in costante miglioramento. Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione e la diffusione di fattori di rischio legati agli stili di vita (fumo, alcol, sedentarietà, sovrappeso, alimentazione poco equilibrata) fanno prevedere, nei prossimi anni, un possibile aumento del carico complessivo di malattia, se non si investe in modo deciso in prevenzione strutturata e personalizzata.
Di cosa parliamo in questo articolo
- Il rischio oncologico nella donna: non solo tumore al seno
- Prevenzione, stili di vita e screening
- Il modello Sanimpresa: dalla logica del “check-up standard” alla prevenzione personalizzata per la donna
- Il percorso di prevenzione oncologica femminile di Sanimpresa
- Prevenzione come alleanza per la salute della donna
Il rischio oncologico nella donna: non solo tumore al seno
Quando parliamo di rischio oncologico femminile, pensiamo subito al tumore della mammella, ma il quadro è più ampio.
Nella donna rivestono particolare importanza:
- Tumore della mammella: è la neoplasia più frequente e può comparire a diverse età. Familiarità, mutazioni genetiche, obesità, terapie ormonali, alcol e sedentarietà sono alcuni dei fattori che influenzano il rischio.
- Tumori ginecologici (cervice uterina, endometrio, ovaio): per il tumore della cervice uterina il ruolo dell’HPV è centrale, e gli screening (Pap test, HPV test) hanno dimostrato di ridurre in modo significativo incidenza e mortalità. Per ovaio ed endometrio contano familiarità, fattori ormonali, obesità e alcune condizioni ginecologiche.
- Tumore del colon-retto: colpisce sia uomini che donne, ma nelle donne occupa stabilmente le prime posizioni per frequenza. Lo screening permette di individuare e rimuovere polipi prima che evolvano in forme maligne.
Il rischio nasce dall’intreccio di:
- fattori non modificabili (età, familiarità, predisposizioni genetiche);
- fattori modificabili (fumo, alcol, alimentazione, peso, sedentarietà, esposizioni lavorative e ambientali);
- condizioni cliniche e storia ormonale/riproduttiva (menarca e menopausa, gravidanze, allattamento, terapie ormonali).
Su diversi di questi elementi si può intervenire: è qui che la prevenzione, se organizzata bene, fa realmente la differenza.
Prevenzione, stili di vita e screening
La prevenzione oncologica femminile si gioca su tre livelli:
- Prevenzione primaria: ridurre il rischio agendo su fumo, alcol, alimentazione, peso corporeo, attività fisica, esposizione al sole, utilizzo consapevole di terapie ormonali. Una quota rilevante dei tumori è legata proprio a questi fattori modificabili.
- Prevenzione secondaria (screening e diagnosi precoce): i programmi di screening gratuiti (mammografia, Pap/HPV test, test per il colon-retto) permettono di intercettare lesioni precancerose o tumori allo stadio iniziale, quando le possibilità di cura sono massime.
- Sorveglianza personalizzata per i profili a rischio più alto: donne con familiarità importante, mutazioni genetiche note o fattori di rischio multipli richiedono spesso percorsi più ravvicinati e specifici rispetto alla popolazione generale.
Ciò che emerge sempre più chiaramente è che non basta offrire a tutte le donne un pacchetto standard identico di esami: serve stratificare il rischio e costruire percorsi differenziati per età, storia clinica, familiarità e stili di vita.
Il modello Sanimpresa: dalla logica del “check-up standard” alla prevenzione personalizzata per la donna
Sanimpresa ha scelto di superare la logica del “check-up uguale per tutte”, adottando un modello di prevenzione oncologica femminile centrato sulla persona.
Invece di proporre a pioggia esami indistinti, la Cassa ha deciso di ingaggiare attivamente le proprie iscritte attraverso:
- una profilazione strutturata del rischio oncologico, con particolare attenzione ai tumori della mammella, della cervice uterina, dell’endometrio, dell’ovaio e del colon-retto;
- un percorso di prevenzione personalizzato, costruito sul profilo di ogni donna.
Il cuore del sistema è un questionario dedicato (OncoCheck+), che raccoglie in modo sistematico informazioni su:
- età, stili di vita, abitudine al fumo e consumo di alcol;
- indice di massa corporea e livello di attività fisica;
- storia riproduttiva e ormonale (menarca, gravidanze, allattamento, menopausa, eventuali terapie ormonali);
- familiarità per tumori femminili (mammella, ovaio, endometrio) e colon-retto;
- eventuali sintomi o disturbi ginecologici, senologici o intestinali;
- adesione passata agli screening (mammografia, Pap/HPV test, test colon-retto).
Sulla base delle risposte viene definito un profilo di rischio che non serve ad “etichettare” la persona, ma a orientare in modo più intelligente il tipo di controlli da proporre.
Il percorso di prevenzione oncologica femminile di Sanimpresa
A partire dalla profilazione, Sanimpresa ha disegnato un percorso dedicato alla salute oncologica della donna che:
- inquadra il livello di rischio in modo strutturato;
- integra esami del sangue mirati e indagini senologiche, ginecologiche e di prevenzione del colon-retto in funzione del profilo e dell’età;
- mantiene uno sguardo complessivo sulla salute della donna, evitando la frammentazione in “pezzi” non comunicanti.
In concreto, il percorso prevede:
- un primo accesso programmato in cui, a partire dal questionario, vengono definiti gli esami e le valutazioni più appropriate per quella persona;
- l’utilizzo di diagnostica aggiornata (per esempio mammografia ed ecografia senologica, approfondimenti ginecologici e, ove indicato, esami per il colon-retto) in funzione di età, familiarità e segni clinici;
- un follow up dedicato, unico e programmato, in cui si fa il punto sugli esiti, si rivedono le indicazioni e si definiscono i tempi dei controlli successivi.
L’obiettivo non è “fare più esami”, ma fare gli esami giusti alla donna giusta, nel momento giusto, mettendo insieme prevenzione primaria, screening e presa in carico.
L’intero modello di prevenzione oncologica femminile è stato progettato dal Comitato scientifico di Sanimpresa del progetto “Futuro in Salute”, che ha definito:
- i criteri di stratificazione del rischio nella donna;
- le priorità degli esami per le diverse fasce d’età e profili;
- le modalità di presa in carico e l’organizzazione del follow up.
Il percorso, interamente gestito presso il Centro Polispecialistico di Sanimpresa in via Enrico Tazzoli 6 a Roma, prevede:
- l’accesso a partire dal questionario di valutazione del rischio;
- gli esami ematochimici e le prestazioni diagnostiche che vengono programmati in modo coordinato;
- che l’iscritta venga seguita dalla equipe medica di Sanimpresa, che interpreta i risultati, ne discute con la persona e concorda eventuali approfondimenti;
- un unico follow up strutturato, pensato per fare il punto complessivo sul quadro oncologico e consolidare le indicazioni di prevenzione.
In questo modo la prevenzione non si esaurisce in un “giorno di esami”, ma diventa un percorso con un inizio chiaro, una presa in carico concreta e un momento di ritorno programmato.
Prevenzione come alleanza per la salute della donna
La prevenzione oncologica femminile funziona davvero quando diventa un’alleanza tra la donna, Sanimpresa e i professionisti sanitari.
Il percorso di prevenzione personalizzata realizzato da Sanimpresa, infatti:
- aiuta ogni donna a conoscere il proprio rischio in modo chiaro;
- offre accesso guidato a esami e controlli mirati, evitando sia l’eccesso che la carenza di prestazioni;
- costruisce un cammino che mette al centro la persona, la sua storia e le sue scelte.
Prendersi cura della propria salute oncologica non significa solo “fare un controllo ogni tanto”, ma entrare in un percorso pensato per proteggere nel tempo la salute della donna, con strumenti moderni, accompagnamento clinico e un ruolo attivo della persona nelle decisioni che la riguardano.

