L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) è un esame ecografico, indolore e non invasivo, che serve a studiare anatomia a funzionalità delle arterie carotidi e di quelle vertebrali, ovvero i vasi sanguigni deputati al trasporto del sangue verso il cervello.
Si tratta di un’indagine molto preziosa in chiave preventiva, in quanto consente una stima del rischio per patologie cerebrovascolari gravi e piuttosto comuni come ictus e TIA (Attacco Ischemico Transitorio).
Analizziamo insieme, e approfondiamo con maggiori dettagli a cosa serve l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, come si svolge e perché è importante nella diagnosi delle malattie vascolari che possono interessare un organo vitale come il cervello.
Di cosa parliamo in questo articolo
A cosa serve l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici?
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici permette di studiare l’aspetto dei vasi sanguigni, a partire dalle pareti vascolari, e
la velocità e la direzione del flusso ematico all’interno dei vasi (effetto colorDoppler).
Queste tre importanti informazioni servono ai medici per individuare eventuali placche aterosclerotiche (depositi di colesterolo e piastrine) situate sulla parete interna dei vasi e coaguli sanguigni anomali, e ad analizzare le conseguenze di queste presenze.
Placche e coaguli, infatti, possono determinare un restringimento del calibro vasale (stenosi), che può alterare in modo più o meno profondo il flusso sanguigno in termini di velocità, scorrevolezza e dinamica.
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici consente di stabilire il grado di tale restringimento, un dato chiave nella definizione di quanto sia compromesso il flusso sanguigno diretto al cervello.
Come detto, l’oggetto di studio sono le arterie carotidi e le arterie vertebrali: queste sono vie di passaggio fondamentali per il supporto sanguigno cerebrale.
La formazione di placche ostruenti o la presenza di coaguli sanguigni occludenti in questi tratti può interrompere il flusso di sangue diretto ai tessuti cerebrali e tradursi in emergenze cerebrovascolari come ictus e TIA, capaci di minare la salute del cervello e, talvolta, risultare perfino mortali (nel caso dell’ictus).
Quando serve un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici?
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici serve, innanzitutto, a inquadrare i pazienti reduci da ictus o TIA, favorendo l’individuazione della causa dell’evento cerebrovascolare. È indicato, poi, nella diagnosi di ischemie, aneurismi e trombosi venosa, e nella valutazione periodica di pazienti sottoposti a interventi di angioplastica carotidea o endoarteriectomia carotidea (due procedure che servono a eliminare le stenosi a livello carotideo).
Rappresenta, infine, un’indagine raccomandata per lo screening di pazienti con fattori di rischio cerebrovascolare, come:
- ipertensione;
- dislipidemia;
- ipercolesterolemia;
- fumo;
- diabete;
- obesità;
- familiarità per ictus, TIA o problematiche cardiovascolari;
- presenza di bypass cardiaco;
- rumori anomali emersi all’esame stetoscopico delle carotidi.
In genere, a prescrivere l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici è il medico di Medicina Generale (medico di base), il cardiologo o l’angiologo.
Perché è importante l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici?
Il TSA è importante perché permette di valutare lo stato di salute di arterie fondamentali nell’assicurare al cervello il giusto apporto di sangue.
Scoprire tempestivamente restringimenti può salvare la vita, talvolta senza dover ricorrere a farmaci (es: trombolitici, aspirina) e trattamenti ancora più invasivi (es: endoarteriectomia carotidea, angioplastica), ma solo correggendo lo stile di vita tramite una dieta più sana ed equilibrata, maggiore attività fisica e l’abolizione di comportamenti come il fumo.
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici è un esame accurato, ma a volte potrebbe rilevare ostruzioni che, in realtà, non ci sono o non essere in grado di visualizzare alcuni tratti delle arterie di interesse. Ciò spiega perché, non di rado, alla sua esecuzione possano seguire altre indagini strumentali, tra cui angiografia cerebrale, TAC, risonanza magnetica.
Come prepararsi al TSA?
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici non richiede una preparazione particolare. Non bisogna seguire diete particolari, presentarsi a digiuno o altre accortezze simili.
L’unica raccomandazione che è bene seguire è quella relativa all’abbigliamento: sarebbe opportuno, infatti, presentarsi all’esame con indumenti comodi, che lascino scoperto il collo e che siano larghi.
Come si svolge l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici?
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici è un’ecografia. Negli esami ecografici, trova impiego uno strumento, chiamato trasduttore, che emette ultrasuoni.
Con il passaggio del trasduttore sulla pelle (nella zona di interesse), gli ultrasuoni emessi in direzione del corpo, quando incontrano gli organi interni, rimbalzano (sono i cosiddetti echi di ritorno) e tornano indietro verso lo strumento stesso. A questo punto, il trasduttore invia gli echi di ritorno al computer al quale è collegato, il quale elabora i segnali in immagini: ciò che risulta sono una riproduzione degli organi interni con le loro caratteristiche ed eventuali anomalie.
La tecnologia colordoppler impiegata negli esami ecografici rivolti allo studio dei vasi sanguigni garantisce ancora più dettagli: è grazie a essa, infatti, che è possibile verificare la velocità e la direzione del flusso di sangue all’interno delle reti vascolari.
Per prima cosa, il paziente deve stendersi su un apposito lettino ambulatoriale e rilassarsi, in attesa che il medico radiologo applichi sui lati del collo (che è l’area di interesse) il tipico gel denso usato durante le ecografie; questa sostanza serve a facilitare il contatto tra pelle e trasduttore e a migliorare la trasmissione degli ultrasuoni.
Una volta applicato il gel, ha inizio il controllo vero e proprio: il medico passa il trasduttore lungo l’area in cui transitano le carotidi e, osservando sul monitor le immagini prodotte tramite gli echi di ritorno, ne verifica aspetto, eventuali restringimenti del calibro vasale e flusso sanguigno interno. Raccoglie anche delle istantanee di quanto sta visionando, in modo da avere una riproduzione su carta delle zone analizzate, da presentare allo specialista per l’esito finale.
Dopo aver visionato per esteso le arterie di interesse, l’ecografia può considerarsi conclusa. Il medico mette a disposizione del paziente della carta assorbente per detergere il collo dal gel e produce il rapporto di fine esame, con le sue osservazioni.
Un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici dura circa 20 minuti.
La procedura è completamente non invasiva e indolore (il passaggio del trasduttore causa, al più, un po’ di fastidio, ma nulla di più); inoltre, a differenza dei raggi X di esami come la TAC o la classica radiografia, gli ultrasuoni sono del tutto innocui.
Conclusioni
L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (o TSA) è un esame ecografico che può rivelarsi fondamentale nella prevenzione di una patologia comune e potenzialmente mortale come l’ictus.
Esso, infatti, permette di individuare restringimenti od occlusioni a livello delle arterie carotidi o vertebrali, che sono vasi fondamentali per l’apporto di sangue al cervello.
Particolarmente indicato nelle persone con fattori di rischio cerebro- e cardiovascolare, il TSA presenta anche i vantaggi non trascurabili di essere non invasivo e indolore, e di sfruttare gli ultrasuoni, che sono completamente innocui.
Si ricorda, infine, che è possibile effettuare gratuitamente l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici presso il Centro Polispecialistico di Sanimpresa.
Domande Frequenti (FAQ)
L’Ecocolordoppler dei Tronchi Sovraortici (TSA) è un esame ecografico, indolore e non invasivo, che utilizza ultrasuoni per produrre immagini. È anche noto come ecocolordoppler delle carotidi. L’obiettivo è studiare l’anatomia e la funzionalità dei vasi sanguigni che trasportano il sangue verso il cervello. Si tratta di un’indagine preziosa per la prevenzione di patologie cerebrovascolari.
L’oggetto di studio del TSA sono le arterie carotidi e le arterie vertebrali. Questi vasi, che decorrono ai lati del collo, costituiscono le vie di passaggio fondamentali per assicurare il supporto sanguigno cerebrale. L’esame è anche chiamato ecocolordoppler dei vasi epiaortici.
La tecnologia ColorDoppler è una metodica che arricchisce l’ecografia, permettendo di monitorare la circolazione arteriosa. Grazie a essa, i medici possono analizzare la velocità e la direzione del flusso di sangue all’interno dei vasi. Queste informazioni sono essenziali per valutare le conseguenze di eventuali placche o coaguli.
L’Ecocolordoppler TSA è completamente non invasivo e indolore. A differenza di esami che usano i raggi X, sfrutta gli ultrasuoni, che sono del tutto innocui. La procedura non presenta rischi né controindicazioni. Il paziente può avvertire solo una leggera pressione o fastidio quando il trasduttore viene premuto sul collo.
L’obiettivo principale è stimare il rischio di patologie cerebrovascolari gravi come l’ictus e l’Attacco Ischemico Transitorio (TIA). Permette di individuare tempestivamente restringimenti (stenosi) od occlusioni nelle arterie carotidi o vertebrali. In caso di restringimenti, permette di intervenire per correggere i fattori di rischio.
La stenosi è un restringimento del calibro vasale causato da placche aterosclerotiche (depositi di colesterolo e piastrine) o coaguli sanguigni sulla parete interna dei vasi. Questo restringimento altera il flusso di sangue e può portare a ischemie. Il TSA consente di stabilire e quantificare il grado di tale restringimento, che viene espresso in percentuale.
Il TSA individua la presenza di placche aterosclerotiche sulle pareti delle carotidi. Queste placche possono ostruire l’arteria o rilasciare piccoli frammenti che, viaggiando verso il cervello, possono causare ictus o TIA. L’esame consente anche di valutare il rischio di malattia cerebrovascolare ischemica anche in assenza di stenosi.
L’Ecocolordoppler TSA è indicato per la diagnosi di ischemie, aneurismi e trombosi venose, oltre che per la ricerca di placche aterosclerotiche. È anche in grado di rilevare malformazioni o tumori. Le fonti fornite, tuttavia, non menzionano specificamente la capacità del TSA di diagnosticare le dissezioni delle arterie carotidi o vertebrali.
L’esame è consigliato per l’inquadramento dei pazienti che hanno subito un ictus o un TIA, per individuarne la causa. Inoltre, è raccomandato per la valutazione periodica post-intervento vascolare e per lo screening di pazienti con fattori di rischio cerebrovascolare. Generalmente è prescritto dal Medico di Medicina Generale, dal cardiologo o dall’angiologo.
I principali fattori di rischio cardiovascolare che indicano la necessità di un TSA includono l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia o dislipidemia. Altri fattori sono il diabete, l’obesità, il fumo e la familiarità per eventi ischemici cerebrali o cardiaci.
Sì, l’Ecocolordoppler TSA serve innanzitutto a inquadrare i pazienti reduci da ictus o TIA. L’esame è fondamentale per favorire l’individuazione della causa che ha portato all’evento cerebrovascolare. È inoltre cruciale per una stima preventiva del rischio futuro.
No, l’Ecocolordoppler dei Tronchi Sovraortici non richiede una preparazione particolare. Non è necessario seguire diete specifiche o presentarsi a digiuno. L’unica raccomandazione è indossare indumenti comodi e larghi che lascino scoperto il collo per facilitare il passaggio del trasduttore.

