Gli antibiotici sono farmaci somministrabili per via orale, topica o tramite iniezione, che servono a contrastare le infezioni batteriche. La loro scoperta ha rivoluzionato la medicina: grazie a essi, infatti, è stato possibile curare e prevenire malattie infettive gravi e potenzialmente mortali.
Analizziamo insieme, a approfondiamo con maggiori dettagli come funzionano gli antibiotici, perché è importante assumerli correttamente e cosa si rischia in caso di uso inadeguato.
Di cosa parliamo in questo articolo
- Come funzionano gli antibiotici?
- Perché è importante usare correttamente gli antibiotici e come farlo?
- Cos’è l’antibiotico resistenza?
- Quali sono le conseguenze dell’antibiotico resistenza?
- Quali sono le cause dell’antibiotico-resistenza?
- Qual è l’impatto dell’antibiotico-resistenza in Europa e nel mondo?
- Come contrastare l’antibiotico-resistenza?
- Conclusioni
Come funzionano gli antibiotici?
Gli antibiotici possono agire sostanzialmente in due modi:
- tramite l’uccisione dei batteri: gli antibiotici caratterizzati da questo meccanismo d’azione distruggono parti fondamentali e vitali dei batteri, come per esempio la parete cellulare il DNA;
- tramite il blocco della moltiplicazione batterica: gli antibiotici con questa proprietà bloccano la produzione batterica di proteine indispensabili alla moltiplicazione e alla crescita del microrganismo.
Gli antibiotici che uccidono i batteri sono noti come battericidi, mentre quelli che ne bloccano la moltiplicazione sono conosciuti come batteriostatici.
Perché è importante usare correttamente gli antibiotici e come farlo?
Usare correttamente gli antibiotici è importante per due motivi:
- perché assicura i benefici sperati: assumere un antibiotico secondo il dosaggio e le tempistiche indicati dal medico fa sì che il farmaco abbia effetto e agisca contro i batteri infettanti;
- perché riduce il rischio di antibiotico-resistenza: prendere un antibiotico quando non serve (per esempio contro un’infezione di natura virale), promuove la selezione, la moltiplicazione e la diffusione di batteri resistenti all’antibiotico stesso, i quali possono provocare infezioni più difficile da curare.
Ma cosa implica, a livello pratico, l’uso corretto degli antibiotici? Ecco, di seguito, i capisaldi per un impiego appropriato di queste risorse terapeutiche:
- seguire esattamente le indicazioni del medico, rispettando la dose e il numero di somministrazioni quotidiane;
- ricorrere a un antibiotico solo quando necessario: solo alcune infezioni richiedono una terapia antibiotica. Per esempio, per quelle di natura virale è inutile e, per questo, va evitata. Per sapere quando e se servono, bisogna rivolgersi sempre prima a un medico;
- non assumere antibiotici solo perché un conoscente, per un’infezione simile, li ha assunti su indicazione del medico: ogni terapia medica viene infatti elaborata su misura del paziente, esattamente come un abito sartoriale. Prima di ricorrere a un antibiotico, bisogna consultare un medico e affidarsi alle sue valutazioni e indicazioni;
- una volta concluso il trattamento, smaltire correttamente gli antibiotici scaduti o avanzati e che non servono più: versare il residuo di un antibiotico nel lavandino o buttarlo nella spazzatura significa contaminare l’ambiente (acqua e suolo in particolare). Per sapere cosa fare dei farmaci non più utili o scaduti, è bene rivolgersi a una farmacia vicina a dove si abita.
Essere a conoscenza dell’uso corretto degli antibiotici è fondamentale sia in chiave salute individuale, sia in ottica sanità pubblica: l’antibiotico-resistenza, infatti, è un problema di entità sempre più crescente, che sta minacciando seriamente l’utilità di un trattamento medico decisamente prezioso come la terapia antibiotica.
Cos’è l’antibiotico resistenza?
L’antibiotico-resistenza è il fenomeno per cui un batterio, modificandosi, diventa insensibile a un determinato antibiotico o, peggio, a più antibiotici (multidrug-resistance).
In altre parole, la resistenza agli antibiotici seleziona e promuove la sopravvivenza di batteri detti appunto resistenti, che non risentono della terapia antibiotica convenzionale e che producono un’infezione più difficile da trattare.
Quali sono le conseguenze dell’antibiotico resistenza?
La resistenza agli antibiotici rappresenta un serio problema sanitario, poiché implica che i batteri resistenti siano in grado di sopravvivere alla terapia antibiotica convenzionale, impoverendo di fatto la scelta dei possibili trattamenti efficaci e rendendo l’infezione correlata più difficile da curare.
Ma non è tutto.
Spesso, le infezioni batteriche gravi tali per cui serve una terapia antibiotica vanno gestite con tempestività. L’antibiotico-resistenza, tuttavia, rende complicato intervenire con celerità, in quanto la ricerca di un antibiotico efficace è, spesso, un processo che richiede tempo. Da ciò ne deriva un ritardo nell’attuazione del trattamento, con conseguente aumento del rischio di complicanze, in alcuni casi anche molto severe.
Quanto sopra riportato costituisce la ragione per cui, oggi, l’antibiotico resistenza è uno dei principali problemi di sanità pubblica su scala mondiale, con importanti conseguenze sul piano clinico (aumento della morbilità, della mortalità, dei giorni di ricovero, del rischio di complicanze), economico (servono ulteriori spese per sostenere la ricerca e l’impiego di farmaci alternativi) e prettamente sanitario (allungamento delle degenze ospedaliere e maggiore tasso di invalidità).
Quali sono le cause dell’antibiotico-resistenza?
L’antibiotico-resistenza è generalmente frutto di una combinazione di fattori, tra cui:
- uso eccessivo degli antibiotici sia nell’ambito della medicina umana, che in quella veterinaria: come analizzato in precedenza, gli antibiotici vanno usati solo in presenza di infezioni batteriche non autolimitanti (ovvero per le quali non c’è possibilità di guarigione spontanea);
- uso scorretto degli antibiotici: i batteri sono microrganismi in continua replicazione, che sfruttano ogni momento per moltiplicarsi. La loro moltiplicazione aumenta la probabilità di mutazioni spontanee favorevoli, che li possono rendere resistenti agli antibiotici. Durante una terapia antibiotica, è fondamentale rispettare il dosaggio e i tempi di assunzione del farmaco, in quanto solo questo approccio impedisce ai batteri di trovare un momento per moltiplicarsi ed eventualmente mutare;
- uso di antibiotici in zootecnia e in agricoltura;
- diffusione delle infezioni nosocomiali dovute a batteri resistenti agli antibiotici;
- aumento dei viaggi e degli spostamenti internazionali, che favoriscono la diffusione in altre aree geografiche di ceppi batterici resistenti.
Riprendendo un concetto espresso in precedenza in merito all’uso scorretto degli antibiotici, è doveroso precisare che l’antibiotico-resistenza è anche parte di un fenomeno del tutto naturale, dovuto a mutazioni spontanee che il materiale genetico dei batteri può subire durante la loro moltiplicazione.
Qual è l’impatto dell’antibiotico-resistenza in Europa e nel mondo?
Purtroppo, la resistenza agli antibiotici è una minaccia sempre più concreta per la salute pubblica globale. A confermarlo è anche l’Istituto Superiore di Sanità, che afferma che, entro il 2050, potrebbe arrivare a causare la morte di 10 milioni di persona all’anno e che, per questo, la definisce come un problema urgente e per il quale serve un intervento su scala globale.
Uno studio relativo al quinquennio 2016-2020 e condotto nei Paesi dell’UE/SEE ha evidenziato un incremento del numero di casi di infezione da batteri resistenti agli antibiotici, da 685.433 nel 2016 a 801-517 nel 2020, specificando come oltre il 70% di tali infezioni fosse correlata all’assistenza sanitaria (le cosiddette infezioni nosocomiali). In parallelo, ha osservato anche un rialzo del numero dei decessi: da 30.730 nel 2016 a 35.813 nel 2020. Indagare il numero di casi di infezione da batteri resistenti e quello di decessi è utile non solo per comprendere la portata del problema, ma anche per programmare interventi di prevenzione e controllo adeguati.
Nel fornire i precedenti numeri, il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie segnalare anche un altro dato interessante; nel 2020, c’è stato un calo del numero di casi di infezione e di decessi rispetto al 2019 (si è passati da 865.767 casi nel 2019 a 801.517 nel 2020, e da 38.710 decessi nel 2019 a 35.813 nel 2020), calo dovuto con molta probabilità, secondo i ricercatori, alla pandemia da COVID-19 la quale ha alzato l’attenzione verso le misure di prevenzione e contenimento delle infezioni, e ha comportamento dei cambiamenti nella gestione dei pazienti ospedalizzati.
Come contrastare l’antibiotico-resistenza?
Per prima cosa, per prevenire il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, è essenziale migliorare la consapevolezza rispetto ai pericoli di un uso improprio degli antibiotici, mediante campagne informative ed educative efficaci e rivolte alla popolazione generale e al personale sanitario. In sostanza, serve un’informazione corretta, che spieghi i fattori che danno origine al problema.
Alla teoria, quindi, seguono gli aspetti pratici della questione, che includono:
- ricorrere agli antibiotici solo contro le infezioni batteriche, solo se strettamente necessario e secondo il dosaggio e le tempistiche indicate dal medico: l’impiego degli antibiotici deve rappresentare un’eccezione e non una regola;
- curare l’igiene personale: a seguito della pandemia da COVID-19, durante la quale c’è una grande attenzione verso l’igiene personale, l’aver constatato una riduzione del numero di infezioni correlate a batteri resistenti rispetto agli anni precedenti ha portato a concludere l’importanza di pratiche come, per esempio, il lavaggio frequente delle mani, il coprirsi la bocca con la piega dello stomaco al momento degli starnuti, l’uso della mascherina in presenza di sintomi respiratori;
- sottoporsi alle vaccinazioni previste per la propria fascia di età e l’eventuale categoria di rischio in cui si rientra: un uso adeguato degli antibiotici dipende non solo dal conseguimento dei vaccini contro le infezioni batteriche (es: difterite, polmonite da pneumococco, ecc.), ma anche da quello delle vaccinazioni contro le infezioni virali (come l’antinfluenzale), in quanto queste, indebolendo il sistema immunitario, potrebbero favorire le sovrainfezioni batteriche.
Poiché la resistenza agli antibiotici è un problema sempre più rilevante a livello globale, importanti organizzazioni internazionali in ambito sanitario, come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), hanno stilato raccomandazioni e proposto strategie e azioni coordinate mirate a contenere il fenomeno.
Conclusioni
Gli antibiotici hanno rappresentato una svolta per la medicina, in particolare in ambito terapeutico.
Il loro utilizzo, tuttavia, non deve avvenire in maniera indiscriminata: servono criterio e consapevolezza, per prevenire l’antibiotico-resistenza, un fenomeno che riduce la scelta tra le terapie adottabili, ostacola la tempestività delle cure e compromette l’efficacia dei trattamenti.

